[SINODO] Al via la seconda assemblea sinodale: «costruire comunità e Chiesa»

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Ha preso il via ieri la seconda assemblea sinodale nell’aula Paolo VI in Vaticano. Da quattro anni la Chiesa in Italia è impegnata nel suo cammino sinodale. A introdurre i lavori è stato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Più di mille sono i partecipanti: Vescovi, delegati diocesani e invitati, tra i quali 442 laici, di cui 293 donne. Ricordando come l’impulso al cammino sinodale venne da Papa Francesco, nella sua visita a Firenze del novembre 2015, “l’Evangelii gaudium in italiano e per l’Italia”, l’Arcivescovo di Bologna ha sottolineato che il Cammino sinodale «è stato ed è un percorso fondamentalmente spirituale, un’occasione propizia per rinnovare il legame tra la Chiesa e il suo Signore Risorto, un modo per leggere i segni dei tempi, dilatare il cuore nella fede, nella speranza e nella carità, per costruire comunità e la Chiesa di Dio».

Riguardo alle tappe del Cammino sinodale, monsignor Zuppi ha sottolineato come «all’inizio siamo tornati a esercitarci nell’arte sublime dell’ascolto. Abbiamo voluto che tutti fossero ascoltati e che si sentissero ascoltati. L’ascolto ha fatto bene a chi ha ascoltato e a chi è stato ascoltato». Si è poi passati all’arte del discernimento ecclesiale, e «le sintesi diocesane hanno mostrato la sensibilità delle Chiese locali nell’individuare le azioni pastorali sentite come più urgenti a quelle meno1. Con questa seconda Assemblea sinodale si chiude la terza fase: quella della profezia. «Ci attendono scelte importanti, di stile ecclesiale e di merito – ha ricordato il presidente della Cei – sarebbe un tradimento dello spirito del Cammino sinodale pensare che tutto sia finalizzato a un mero cambio di strutture esterne». Perché «sono le persone a cambiare le strutture, e non viceversa». Non ci sottrarremo certo alla responsabilità di cambiare le procedure, a livello diocesano, regionale e anche nazionale, ha chiarito, «se lo riterremo necessario: ma non perdiamo l’orizzonte spirituale entro cui ci muoviamo».

Ai lavori partecipa anche la delegazione della nostra Diocesi, formata dal Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, don Leo Di Simone, delegato diocesano per il Sinodo, Simona Amato e Dora Polizzi. Monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, ha presentato le Proposizioni, sintesi concrete del cammino avviato nel 2021 e della sua “fase profetica”, e che saranno votate il 3 aprile dall’Assemblea, come “ponti più che orti”, che recupereranno la ricchezza dei testi precedenti, i Lineamenti e lo Strumento di lavoro, per favorire il discernimento finale affidato ai vescovi. «Si tratta – ha spiegato Castellucci – di proposte volutamente sintetiche, la cui priorità è la missione nello stile della prossimità, che diventa appello alla conversione personale e comunitaria, attraverso la formazione e la corresponsabilità». Linee operative che esprimono le scelte emerse nel cammino comune, riguardanti le tre dimensioni della conversione pastorale secondo la struttura indicata dai Lineamenti e dallo Strumento di lavoro. Il rinnovamento missionario della mentalità ecclesiale e delle prassi pastorali, la formazione missionaria dei battezzati alla fede e alla vita, e infine la corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità. Saranno poi i Vescovi, nell’assemblea della Cei di maggio, a indicare gli orientamenti per le scelte da compiere innanzitutto nelle Chiese locali, ma anche negli organi e nei servizi della Cei, per sostenere e coordinare la conversione sinodale e missionaria delle diverse realtà ecclesiali in Italia.

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